Esempi di istogramma
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- Categoria: Esposizione fotografica
- 11 Maggio 2012
Nell'articolo Istogramma abbiamo introdotto come questo grafico sia un fondamentale strumento per valutare correttamente l'esposizione. Vediamo ora alcuni esempi per utilizzarlo al meglio.
Un’immagine ben bilanciata deve avere un istogramma che si estende dall’estremità sinistra e quella destra, ossia dovrebbe avere la classica forma "a campana" relativa alla distribuzione dei valori di luminosità: e ciò indica che la gamma dinamica del soggetto ripreso copre del tutto i livelli di luce a cui è sensibile il sensore della fotocamera. Avremo un'immagine molto equilibrata senza forti contrasti, in cui sono presenti per la maggior parte toni medi, ma in cui non mancano ombre e alte luci ben definite.
Istogramma bilanciato: distribuzione uniforme dei valori della luminosità
Istogramma
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- Categoria: Esposizione fotografica
- 04 Maggio 2012
Una possibilità che la tecnologia digitale ha in più rispetto al passato è l’immediato riscontro della fotografia appena scattata sullo schermo LCD sul dorso della fotocamera. E' sicuramente piacevole e utile vedere l’immagine immediatamente, valutando prima di tutto ciò che abbiamo inquadrato: ma sopratutto può essere davvero utile per valutare l’esposizione.
E' importante però non giudicare la correttezza o meno dell’esposizione dalla immagine scattata, osservandola sul piccolo schermo LCD: spesso si pensa di aver ottenuto sul campo un’ottima foto, per poi ricredersi osservando la foto a casa sul monitor del proprio computer. E' a questo punto che ci viene in aiuto l’istogramma.
L’istogramma è senza dubbio il più efficace strumento che ha il fotografo per valutare rapidamente l’esposizione, monitorando le luci e le ombre, mostrando chiaramente quali parti dell’immagine siano sovraesposte, sottoesposte o correttamente esposte: conoscere come leggere le informazioni fornite può guidarci ad apportare le necessarie modifiche dell’esposizione mentre siamo ancora sul campo. Insomma, perdere un po’ di tempo a capirne il funzionamento dell'istogramma potrà migliorare le nostre fotografie in modo significativo.
Elaborazione di una foto digitale
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- Categoria: Elaborazione digitale
- 24 Aprile 2012
Negli articoli precedenti abbiamo cercato di spiegare come ottenere una buona fotografia al momento dello scatto, tenendo conto delle basi della composizione e facendo uso delle più opportune impostazioni sulla fotocamera.
Approfondiremo ora la fase successiva, che possiamo chiamare sviluppo, correzione, elaborazione delle fotografie scattate. La fotografia digitale permette la gestione facile e comoda di questa fase, attraverso l’utilizzo di programmi dedicati su di un nomale computer. In pratica stiamo parlando di quelle attività che con la fotografia analogica si svolgono nella camera oscura: una stanza quasi al buio dove si sviluppano i negativi delle foto, apportando le proprie modifiche utilizzando vaschette, liquidi, maschere. Per analogia oggi si parla di sviluppo in camera chiara, dove il "tavolo di lavoro" in cui si processano le foto in formato digitale è il computer, o meglio il programma di fotoritocco che si utilizza.
Errori Esposimetro: dove misurare
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- Categoria: Esposizione fotografica
- 17 Aprile 2012
Nell'articolo L'Esposimetro non è perfetto abbiamo cercato di conoscere i limiti di funzionamento dell'esposimetro: vediamo come superarli.
Gli esposimetri si distinguono per la misurazione della luce riflessa o della luce incidente (maggiori dettagli nell'articolo Esposimetro). Gli esposimetri esterni a luce incidente sono quelli più precisi: si misura la luce che cade sulla scena e la misura non è influenzata dal colore delle varie superfici che riflettono la luce; se la scena è illuminata dalla stessa luce (anche se non è sempre così) un’esposizione basata sulla luce anziché sui soggetti risulta essere molto accurata. Si può però ottenere un risultato simile utilizzando l’esposimetro interno TTL a luce riflessa incorporato nella fotocamera insieme ad un cartoncino grigio al 18%: definita la scena da riprendere, si posiziona il cartoncino davanti alla fotocamera, in modo che riceva la luce uniformemente, e si effettua la misurazione dell’esposizione: in pratica potremo leggere con il nostro esposimetro soltanto la luce che viene riflessa dal cartoncino stesso.
La misurazione su cartoncino grigio ci dà la certezza che la lettura proviene effettivamente dalla lettura di un grigio medio: se applicata ci darà risultati percentualmente molto corretti. E’ come se noi effettuassimo una taratura specifica dell’esposimetro per ogni inquadratura.
Cartoncino Kodak: il grigio al 18% è indicato con M
La misurazione dell’esposizione sul cartoncino al 18% del grigio medio è un esempio di misurazione per sostituzione, perché si sostituisce al soggetto della ripresa una superficie di riferimento (il cartoncino, per l'appunto) sul quale si effettua la lettura che poi si adopererà per la fotografia vera e propria.







